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Il y a peut-être ceci comme explication :

I nostri musei ospitano opere d’arte capaci di rapire per la loro maestosa bellezza.
A tutti noi sarà venuta l’irresistibile tentazione, prima o poi, di portarsi a casa un’immagine del capolavoro che più ci ha colpito nel corso della visita, una semplice fotografia da conservare
come ricordo.
E dalla tentazione alla messa in pratica oggi il passo è assai breve grazie all’estrema facilità con cui i dispositivi di nuova generazione permettono di catturare immagini senza troppa fatica e senza ingombranti fotocamere da portarsi dietro. Proprio per allentare le difficoltà dei controlli necessari per arginare l’uso indiscriminato delle macchine fotografiche nei luoghi della cultura, una piccola grande rivoluzione è intervenuta nella legislazione italiana su questa materia.
È stato il Decreto cultura firmato lo scorso maggio a introdurre nuove disposizioni che includono la possibilità di effettuare liberamente foto all’interno dei musei con qualsiasi dispositivo elettronico. Il Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, è stato poi convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014.
Le nuove direttive escludono le normative in fatto di legislazione dei beni culturali in vigore in precedenza e, fra queste, proprio il divieto di scattare fotografie all’interno dei luoghi dell’arte. Le nuove regole entrate in vigore con la legge hanno l’obiettivo di promuovere la “libera manifestazione del pensiero o espressione creativa” insieme con la “conoscenza del patrimonio culturale”.
Per questa ragione gli scatti effettuati all’interno dei musei possono essere utilizzati anche per finalità di studio e per ricerca. L’importante, in tutti i casi, è che queste attività non abbiano scopo di lucro. Naturalmente è vietato l’uso di flash o di altre fonti di illuminazione artificiale, di stativi e treppiedi, e non sono neppure ammesse strumentazioni che richiedano il contatto fisico con l’opera d’arte.